Archive for the Vendetta Category

Il Nuovo Mondo

Posted in Caccia, Vendetta, Viaggi on novembre 16, 2011 by Reyko

… Decisi di imbarcarmi, stanca del Vecchio modo di vivere, del passato che si presentava sempre alla mia porta bussando incessantemente.

La notte prima di partire andai a visitare la tomba che tempo addietro Suo fratello aveva fatto erigere pensando che fosse morta. La lapide era trascurata, erano anni che nessuno la visitava.

La riputì dalle erbacce e vi misi un mazzo di fiori freschi.

Sfiorai il nome inciso sopra la pietra, come a darLe l’ultimo saluto, promettendoLe che nessuno avrebbe mai preso il Suo posto nel mio cuore dannato.

Mi sfuggì una lacrima rosso sangue che si depositò per l’eternità sulla tomba, segnando il mio passaggio, il mio cordoglio.

Da lì a un’ora mi imbarcai, lasciandomi tutto alle spalle, portando con me solo il Suo ricordo e la Mia Vendetta.

Il viaggio durò poco più di unmese, tempo che passai per conto mio chiusa nella cabina che mi avevano assegnato, sapevo che una volta sbarcata non avrei più avuto alcuna possibilità di seguire le Sue tracce. Ma non mi importava, con le Sue azioni aveva segnato il Suo destino e il mio.

Quando arrivammo, scesi per ultima, a causa della lunga astinenza da sangue il mio volto era diventato orribile da guardare, un cadavere in via di putrefazione che camminava tra i vivi.

Gli odori del porto mi investirono con una tale violenza da farmi barcollare per un istante. Dovetti fermarmi per riprendere fiato, aria di cui non avevo necessità. L’odore del sangue umano si mischiava a quello di morte, non sarei andata molto lontano senza nutrirmi, quindi mi nascosi in un vicolo senza attirare l’attenzione di nessuno, in cerca di un’anima sporca e peccatrice. Sorprendentemente la zona ne era satura, e non mi fu difficile ritrovare la lucidità e con essa la compostezza che mi distingueva.

Divenni uno spettatore silente dei locali malfamati del porto, cercando Sue tracce nelle menti delle persone.

Passarono mesi in cui mi limitai a riposare di giorno in un angusto scantinato vuoto, con solo la mia bara come arredo. Avevo venduto tutti i miei vestiti, per alleggerire il fardello che mi portavo sulle spalle, vivevo l’attimo senza pormi domande o farmi progetti.

Mi nutrivo avidamente come le prime notti, elargendo morte ai malcapitati che mi attraversavano il cammino.

Avevo sporadiche visioni della Sua presenza, una traccia appena tangibile del Suo passaggio, ma mai nulla di concreto.

Alla fine mi arresi, comprai una piccola casa nei pressi del cimitero di Copp’s Hill Burying Ground, dove tante anime ora riposavano dopo aver perso la vita in combattimento… Come Lei.

Sbarrai le porte e le finestre di modo che nessuno potese entrare, e lentamente scivolai in un sonno semi eterno, senza sogni. Uno stato di torpore a cui mi lasciai andare senza opporre resistenza.

Persi il contatto con il mondo esterno.

Persi la voglia di vivere.

Annunci

L’inizio della cerca

Posted in Mortali, Vendetta on novembre 16, 2011 by Reyko

… Avevo perso il contatto con la realtà e il tempo che mi circondava. Le persone intorno a me lasciavano il passo alle generazioni future, i paesaggi delle città diventavano più aspri, ricchi di alti e ricchi palazzi e di fabbriche che emettevano fumo incessantemente… Tutto mutava, eccetto io e il mio desiderio di vendetta.

Arrivata a Toledo andai a controllare la casa che avevo comprato con Camila, quella in cui avevo offerto rifugio a quell’Hijo de Puta, il luogo sicuro che gli avevo lasciato affinchè non si sentisse abbandonato…

Vuota.

Abbandonata da molto tempo, il suo odore era sparito da tempo, e io non potevo arrivare a lui direttamente, dovevo trovare tracce del suo passaggio dalle menti altrui.

Entrai.

I miei passi rieccheggiavano nelle stanze vuote, diedi uno sguardo veloce ai mobili coperti da lunghi teli bianchi, almeno aveva avuto la decenza di lasciare li tutti i miei averi. Poi il mio sguardo si posò su quel camino che aveva fatto da sfondo a tante notti, al tempo in cui tutti e tre vivevamo insieme… E il passato mi assalì come una raffica di vento gelido, il suono della voce di Camila, la figura di Esteban seduto accanto a lei a farle compagnia… La mia felicità nel vedere quanto si volessero bene entrambi.

Maledizione.

I mesi che seguirono li passai a perlustrare le strade della città, come un segugio in cerca della sua preda, senza però ottenere alcun risultato, sembrava essersi dileguato.

Poi lo vidi, una figura sbiadita nella mente di una puttana. Si stava vantando con una collega del miglior amplesso mai avuto in vita sua, e il volto di Esteban era spuntato fuori in un turbinio di sete poco pregiate. Quanto squallore in quella visione, era tutto così terribilmente sbagliato. Diceva che l’aveva lasciata qualche mese prima, una notte di punto e in bianco. Ma le aveva lasciato un regalo molto prezioso con cui si era pagata i suoi vizi e una casa tutta sua. Nella sua mente si stagliò l’immagine della spilla a forma di libellula che gli avevo donato prima di andarmene. Alla fine però aveva chiesto in giro ad un suo amico marinaio e aveva scoperto che il fusto con cui era stata si era imbarcato su una nave poco raccomandabile diretta nel Nuovo Mondo.

La rabbia montò come una furia.

Come può un infante sputare sull’eredità che gli aveva lasciato la propria Sire in un modo così squallido e senza ritegno…?

Ma se quello che la donna aveva detto era vero avevo ancor meno speranze di trovarlo. Già il Vecchio Continente era abbastanza ampio da rendere la cerca lunga, se dovevo muovermi oltre oceano ci avrei messo decenni interi… Tuttavia avevo un modo per poterlo rintracciare, il vizio per le belle donne e per il sesso non lo aveva perso, e questa sua ossessione gli sarebbe costata cara… Certo chissà quali altri vizi era riuscito a concepire con la mente malata che si ritrovava, potevo soltanto seguirlo in America.

Se avevo abbastanza fortuna era riuscito a importunare donne della nostra razza, e allora tutto sarebbe stato più semplice. Dopotutto ero più scaltra di lui, e sicuramente avevo più coraggio, non avevo certo chiamato una stramba organizzazione, avrebbe avuto alle costole il peggior Cacciatore sulla terra…

Continua…

Umanità infranta da un infante

Posted in Cacciatori, Mortali, Vendetta on novembre 16, 2011 by Reyko

… Un urlo straziante proveniva da dietro le mie spalle.

Un urlo carico di rabbia.

Keishi era al mio fianco, inginocchiato, la sua mano che sfiorava i capelli di Camila, il suo volto rigato dalle lacrime era deformato dall’odio, osservò l’uomo che stava di fronte a noi con un’ira tale da permeare l’aria, il cacciatore fece un passo indietro… Alzai lo sguardo per vedere il suo volto, il suo terrore. Stava scuotendo la testa, gli occhi sbarrati sul corpo di Camila.

“E’ colpa tua vecchia megera! Se lei non si fosse avvicinata a te così tanto sarebbe ancora viva, avrebbe avuto un futuro felice… E invece guarda! Guarda è morta per colpa tua, per il tuo egoismo nel tenerla vicina. Ora pagherai…” La sua voce era un urlo isterico. Mentre parlava non potevo fare a meno di pensare che quest’uomo mi conosceva, sapeva come avevo incontrato Camila, era sua premura che lei restasse viva dopo in nostro incontro, ma ero sicura di non averlo mai incontrato sul mio cammino a Toledo, o in qualsiasi altra città visitata durante il nostro viaggio…

“Chi ti ha mandato a cercarmi? Sono stanca delle tue parole, dici che Lei non doveva morire, eppure è la prima volta che ci incontriamo, chi sei?” Ero in piedi ora di fronte a lui, una figura sottile che lo minacciava.

“Non lo ripeterò un’altra volta, se non vuoi parlare lo farà la tua mente…” E dicendo ciò allungai le braccia verso di lui, afferrandogli la testa con le mani, tenedola stretta e osservando con gli occhi i suoi ricordi. Il suo sguardo era terrore puro.

Erano immagini sfuocate, che passavano veloci, una dietro l’altra. Poi d’un trato lo lasciai andare, entrambi barcollammo. Poi una figura si fermò nei suoi pensieri, nitida come il sole, e restai di sasso. Lo guardai incredula, incapace di emettere alcun genere di suono, mentre lui mi osservava con occhi pieni d’odio e schifato per la mia natura…

Il silenzio ci aveva avvolto sotto una pesante coperta, il tempo fuori si era fermato. Dopo qualche istante parlai…

“Tu… Tu… Sei un Cacciatore, mi hai seguita dopo che il tuo compare aveva perso le mie tracce in quel dannato paese… Non può essere… Non conosci l’uomo che ti ha commissionato questa crociata, hai solo accettato per i soldi che ti venivano dati…” La sua immagine continuava a torturarmi, come se qualcuno mi avesse pugnalato al cuore.

“Odi così tanto la mia razza che non ti sei nemmeno chiesto chi fosse costui…” Mentre dicevo ciò Keishi si era rialzato, appoggiando dolcemente il corpo inerme di Camila. E quando si scagliò verso il Cacciatore con un impeto dettato dalla furia che non riuscì a fermarlo. gli si avventò addosso colpendolo con i pugni e con i calci, quella lotta fuoriosa e disperata li aveva fatti cadere entrambi, poi sentì un colpo che attraversò il silenzio della notte. Qualche istante più tardi il corpo di Keishi era rimasto a terra privo di vita. il Cacciatore si rialzò con fatica.

“Che anche quest’anima sia sulla tua coscienza.”

“Tu non sai nemmeno di cosa stai parlando, sei accecato dall’odio, come chi ti ha pagato lo era dal risentimento. Se eri un vero Cacciatore di Vampiri avresti dovuto fermarti a riflettere, come faceva a conoscere tutto di me, ogni minimo particolare…”

“Non mi interessa! Tu sei un abominio! Un mostro che deve soltanto finire all’inferno!”

“Oh, ma io all’inferno ci sono già… E tu avresti dovuto uccidere colui che ti ha dato quella sacca di denaro sporco di sangue, perchè anche lui era un abominio, come lo sono io…”

Queste parole subirono l’effetto che desideravo, vidi nei suoi occhi un’incredulità che si tramutava in terrore. Poi sorrise…

“Allora prima finirò il lavoro qui con te, poi tornerò per ucciderlo personalmente… Così che…”

Non gli diedi il tempo di finire la frase, mi avventai su di lui e prima spezzai l’osso del collo gli dissi…

“Oh ti sbagli mio caro, non ti permetterò di tornare da lui, ne tanto meno ti posso dare la possibilità di ucciderlo, perchè vedi lo farò io con queste mani… Gli ho dato tutto, l’ho salvato e ora lui mi ripaga così meschinamente… Quell’Hijo de Puta pagherà per la morte di Camila e di Keishi!” Il colpo che ricevette fu così violento che la testa si staccò dal corpo con un sonoro schiocco, poi le sue membra caddero privi di vita…

Il mio stesso infante… Come aveva osato, gli avevo dato tutto, avevo cercato di essere un buon Sire, una guida da seguire…

Ora sapevo perchè il Cacciatore era rimasto impietrito dalla morte di Camila… Lui voleva me, perchè lo avevo abbandonato? Perchè non lo avevo portato con me? Tuttavia amava Camila, seppur a modo suo e a lei non avrebbe fatto alcun male…

Avevo così tante domande da fargli non poteva pensare di cavarsela così facilmente… Voleva me? Beh il suo desiderio era stato ascoltato perchè era quello che avrebbe avuto!

Presi la collana che Camila teneva appesa al collo e l’anello di Keishi, poi uscì da quella casa, lasciandomi alle spalle un’altra scia di morte mentre appiccavo il fuoco per bruciare ogni traccia di quello che era accaduto. Nessuno doveva sapere, nessuno.

Poi tornai dal piccolo Eisen, lo affidai ai genitori di Keishi, inventando una storia abbastanza credibile su un incidente in cui Camila e il marito erano morti, e che ora il piccolo aveva bisogno di un posto dove stare che fosse sicuro…

Quella notte stessa lasciai il Giappone, dove per la seconda volta era morta la mia umanità, e non feci più ritorno.

Reputavo il mio infante astuto, sapevo che se ne era andato da Toledo, ma dovevo partire da li per seguire le sue tracce.

Questa volta sarebbe stato lui ad avere un Cacciatore alle calcagna, e quel Cacciatore ero io, Esteban del Gado non se la sarebbe cavata questa volta, non così facilmente…

Continua…