Umanità infranta da un infante

… Un urlo straziante proveniva da dietro le mie spalle.

Un urlo carico di rabbia.

Keishi era al mio fianco, inginocchiato, la sua mano che sfiorava i capelli di Camila, il suo volto rigato dalle lacrime era deformato dall’odio, osservò l’uomo che stava di fronte a noi con un’ira tale da permeare l’aria, il cacciatore fece un passo indietro… Alzai lo sguardo per vedere il suo volto, il suo terrore. Stava scuotendo la testa, gli occhi sbarrati sul corpo di Camila.

“E’ colpa tua vecchia megera! Se lei non si fosse avvicinata a te così tanto sarebbe ancora viva, avrebbe avuto un futuro felice… E invece guarda! Guarda è morta per colpa tua, per il tuo egoismo nel tenerla vicina. Ora pagherai…” La sua voce era un urlo isterico. Mentre parlava non potevo fare a meno di pensare che quest’uomo mi conosceva, sapeva come avevo incontrato Camila, era sua premura che lei restasse viva dopo in nostro incontro, ma ero sicura di non averlo mai incontrato sul mio cammino a Toledo, o in qualsiasi altra città visitata durante il nostro viaggio…

“Chi ti ha mandato a cercarmi? Sono stanca delle tue parole, dici che Lei non doveva morire, eppure è la prima volta che ci incontriamo, chi sei?” Ero in piedi ora di fronte a lui, una figura sottile che lo minacciava.

“Non lo ripeterò un’altra volta, se non vuoi parlare lo farà la tua mente…” E dicendo ciò allungai le braccia verso di lui, afferrandogli la testa con le mani, tenedola stretta e osservando con gli occhi i suoi ricordi. Il suo sguardo era terrore puro.

Erano immagini sfuocate, che passavano veloci, una dietro l’altra. Poi d’un trato lo lasciai andare, entrambi barcollammo. Poi una figura si fermò nei suoi pensieri, nitida come il sole, e restai di sasso. Lo guardai incredula, incapace di emettere alcun genere di suono, mentre lui mi osservava con occhi pieni d’odio e schifato per la mia natura…

Il silenzio ci aveva avvolto sotto una pesante coperta, il tempo fuori si era fermato. Dopo qualche istante parlai…

“Tu… Tu… Sei un Cacciatore, mi hai seguita dopo che il tuo compare aveva perso le mie tracce in quel dannato paese… Non può essere… Non conosci l’uomo che ti ha commissionato questa crociata, hai solo accettato per i soldi che ti venivano dati…” La sua immagine continuava a torturarmi, come se qualcuno mi avesse pugnalato al cuore.

“Odi così tanto la mia razza che non ti sei nemmeno chiesto chi fosse costui…” Mentre dicevo ciò Keishi si era rialzato, appoggiando dolcemente il corpo inerme di Camila. E quando si scagliò verso il Cacciatore con un impeto dettato dalla furia che non riuscì a fermarlo. gli si avventò addosso colpendolo con i pugni e con i calci, quella lotta fuoriosa e disperata li aveva fatti cadere entrambi, poi sentì un colpo che attraversò il silenzio della notte. Qualche istante più tardi il corpo di Keishi era rimasto a terra privo di vita. il Cacciatore si rialzò con fatica.

“Che anche quest’anima sia sulla tua coscienza.”

“Tu non sai nemmeno di cosa stai parlando, sei accecato dall’odio, come chi ti ha pagato lo era dal risentimento. Se eri un vero Cacciatore di Vampiri avresti dovuto fermarti a riflettere, come faceva a conoscere tutto di me, ogni minimo particolare…”

“Non mi interessa! Tu sei un abominio! Un mostro che deve soltanto finire all’inferno!”

“Oh, ma io all’inferno ci sono già… E tu avresti dovuto uccidere colui che ti ha dato quella sacca di denaro sporco di sangue, perchè anche lui era un abominio, come lo sono io…”

Queste parole subirono l’effetto che desideravo, vidi nei suoi occhi un’incredulità che si tramutava in terrore. Poi sorrise…

“Allora prima finirò il lavoro qui con te, poi tornerò per ucciderlo personalmente… Così che…”

Non gli diedi il tempo di finire la frase, mi avventai su di lui e prima spezzai l’osso del collo gli dissi…

“Oh ti sbagli mio caro, non ti permetterò di tornare da lui, ne tanto meno ti posso dare la possibilità di ucciderlo, perchè vedi lo farò io con queste mani… Gli ho dato tutto, l’ho salvato e ora lui mi ripaga così meschinamente… Quell’Hijo de Puta pagherà per la morte di Camila e di Keishi!” Il colpo che ricevette fu così violento che la testa si staccò dal corpo con un sonoro schiocco, poi le sue membra caddero privi di vita…

Il mio stesso infante… Come aveva osato, gli avevo dato tutto, avevo cercato di essere un buon Sire, una guida da seguire…

Ora sapevo perchè il Cacciatore era rimasto impietrito dalla morte di Camila… Lui voleva me, perchè lo avevo abbandonato? Perchè non lo avevo portato con me? Tuttavia amava Camila, seppur a modo suo e a lei non avrebbe fatto alcun male…

Avevo così tante domande da fargli non poteva pensare di cavarsela così facilmente… Voleva me? Beh il suo desiderio era stato ascoltato perchè era quello che avrebbe avuto!

Presi la collana che Camila teneva appesa al collo e l’anello di Keishi, poi uscì da quella casa, lasciandomi alle spalle un’altra scia di morte mentre appiccavo il fuoco per bruciare ogni traccia di quello che era accaduto. Nessuno doveva sapere, nessuno.

Poi tornai dal piccolo Eisen, lo affidai ai genitori di Keishi, inventando una storia abbastanza credibile su un incidente in cui Camila e il marito erano morti, e che ora il piccolo aveva bisogno di un posto dove stare che fosse sicuro…

Quella notte stessa lasciai il Giappone, dove per la seconda volta era morta la mia umanità, e non feci più ritorno.

Reputavo il mio infante astuto, sapevo che se ne era andato da Toledo, ma dovevo partire da li per seguire le sue tracce.

Questa volta sarebbe stato lui ad avere un Cacciatore alle calcagna, e quel Cacciatore ero io, Esteban del Gado non se la sarebbe cavata questa volta, non così facilmente…

Continua…

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