L’inizio della cerca

… Avevo perso il contatto con la realtà e il tempo che mi circondava. Le persone intorno a me lasciavano il passo alle generazioni future, i paesaggi delle città diventavano più aspri, ricchi di alti e ricchi palazzi e di fabbriche che emettevano fumo incessantemente… Tutto mutava, eccetto io e il mio desiderio di vendetta.

Arrivata a Toledo andai a controllare la casa che avevo comprato con Camila, quella in cui avevo offerto rifugio a quell’Hijo de Puta, il luogo sicuro che gli avevo lasciato affinchè non si sentisse abbandonato…

Vuota.

Abbandonata da molto tempo, il suo odore era sparito da tempo, e io non potevo arrivare a lui direttamente, dovevo trovare tracce del suo passaggio dalle menti altrui.

Entrai.

I miei passi rieccheggiavano nelle stanze vuote, diedi uno sguardo veloce ai mobili coperti da lunghi teli bianchi, almeno aveva avuto la decenza di lasciare li tutti i miei averi. Poi il mio sguardo si posò su quel camino che aveva fatto da sfondo a tante notti, al tempo in cui tutti e tre vivevamo insieme… E il passato mi assalì come una raffica di vento gelido, il suono della voce di Camila, la figura di Esteban seduto accanto a lei a farle compagnia… La mia felicità nel vedere quanto si volessero bene entrambi.

Maledizione.

I mesi che seguirono li passai a perlustrare le strade della città, come un segugio in cerca della sua preda, senza però ottenere alcun risultato, sembrava essersi dileguato.

Poi lo vidi, una figura sbiadita nella mente di una puttana. Si stava vantando con una collega del miglior amplesso mai avuto in vita sua, e il volto di Esteban era spuntato fuori in un turbinio di sete poco pregiate. Quanto squallore in quella visione, era tutto così terribilmente sbagliato. Diceva che l’aveva lasciata qualche mese prima, una notte di punto e in bianco. Ma le aveva lasciato un regalo molto prezioso con cui si era pagata i suoi vizi e una casa tutta sua. Nella sua mente si stagliò l’immagine della spilla a forma di libellula che gli avevo donato prima di andarmene. Alla fine però aveva chiesto in giro ad un suo amico marinaio e aveva scoperto che il fusto con cui era stata si era imbarcato su una nave poco raccomandabile diretta nel Nuovo Mondo.

La rabbia montò come una furia.

Come può un infante sputare sull’eredità che gli aveva lasciato la propria Sire in un modo così squallido e senza ritegno…?

Ma se quello che la donna aveva detto era vero avevo ancor meno speranze di trovarlo. Già il Vecchio Continente era abbastanza ampio da rendere la cerca lunga, se dovevo muovermi oltre oceano ci avrei messo decenni interi… Tuttavia avevo un modo per poterlo rintracciare, il vizio per le belle donne e per il sesso non lo aveva perso, e questa sua ossessione gli sarebbe costata cara… Certo chissà quali altri vizi era riuscito a concepire con la mente malata che si ritrovava, potevo soltanto seguirlo in America.

Se avevo abbastanza fortuna era riuscito a importunare donne della nostra razza, e allora tutto sarebbe stato più semplice. Dopotutto ero più scaltra di lui, e sicuramente avevo più coraggio, non avevo certo chiamato una stramba organizzazione, avrebbe avuto alle costole il peggior Cacciatore sulla terra…

Continua…

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