Il Nuovo Mondo

… Decisi di imbarcarmi, stanca del Vecchio modo di vivere, del passato che si presentava sempre alla mia porta bussando incessantemente.

La notte prima di partire andai a visitare la tomba che tempo addietro Suo fratello aveva fatto erigere pensando che fosse morta. La lapide era trascurata, erano anni che nessuno la visitava.

La riputì dalle erbacce e vi misi un mazzo di fiori freschi.

Sfiorai il nome inciso sopra la pietra, come a darLe l’ultimo saluto, promettendoLe che nessuno avrebbe mai preso il Suo posto nel mio cuore dannato.

Mi sfuggì una lacrima rosso sangue che si depositò per l’eternità sulla tomba, segnando il mio passaggio, il mio cordoglio.

Da lì a un’ora mi imbarcai, lasciandomi tutto alle spalle, portando con me solo il Suo ricordo e la Mia Vendetta.

Il viaggio durò poco più di unmese, tempo che passai per conto mio chiusa nella cabina che mi avevano assegnato, sapevo che una volta sbarcata non avrei più avuto alcuna possibilità di seguire le Sue tracce. Ma non mi importava, con le Sue azioni aveva segnato il Suo destino e il mio.

Quando arrivammo, scesi per ultima, a causa della lunga astinenza da sangue il mio volto era diventato orribile da guardare, un cadavere in via di putrefazione che camminava tra i vivi.

Gli odori del porto mi investirono con una tale violenza da farmi barcollare per un istante. Dovetti fermarmi per riprendere fiato, aria di cui non avevo necessità. L’odore del sangue umano si mischiava a quello di morte, non sarei andata molto lontano senza nutrirmi, quindi mi nascosi in un vicolo senza attirare l’attenzione di nessuno, in cerca di un’anima sporca e peccatrice. Sorprendentemente la zona ne era satura, e non mi fu difficile ritrovare la lucidità e con essa la compostezza che mi distingueva.

Divenni uno spettatore silente dei locali malfamati del porto, cercando Sue tracce nelle menti delle persone.

Passarono mesi in cui mi limitai a riposare di giorno in un angusto scantinato vuoto, con solo la mia bara come arredo. Avevo venduto tutti i miei vestiti, per alleggerire il fardello che mi portavo sulle spalle, vivevo l’attimo senza pormi domande o farmi progetti.

Mi nutrivo avidamente come le prime notti, elargendo morte ai malcapitati che mi attraversavano il cammino.

Avevo sporadiche visioni della Sua presenza, una traccia appena tangibile del Suo passaggio, ma mai nulla di concreto.

Alla fine mi arresi, comprai una piccola casa nei pressi del cimitero di Copp’s Hill Burying Ground, dove tante anime ora riposavano dopo aver perso la vita in combattimento… Come Lei.

Sbarrai le porte e le finestre di modo che nessuno potese entrare, e lentamente scivolai in un sonno semi eterno, senza sogni. Uno stato di torpore a cui mi lasciai andare senza opporre resistenza.

Persi il contatto con il mondo esterno.

Persi la voglia di vivere.

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3 Risposte to “Il Nuovo Mondo”

  1. mi è mancato questo tuo mondo… è magnifico, poterne far parte… poterti osservare e vivere,,,

  2. José Pimienta Says:

    Buona sera. Lieto di incontrarla qui!!

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