Una bambola infranta

Le notti passarono come un fiume in piena dopo quella serata. Ma i miei doveri mi impedivano di gioire apertamente di quell’incontro… Dovunque andassi però, il suo volto mi circondava; nelle case del tè, agli spettacoli teatrali, ai giardini pubblici. Non vedevo altro che il suo volto.

Tuttavia i miei doveri erano ben altri.

Una sera dovetti fare da accompagnatrice ad un importante uomo d’affari dell’epoca, grassoccio e mal vestito, ma pagava bene e sopratutto ricopriva un ruolo importante e di spicco in una delle famiglie nobiliari della città, era abituato al meglio, e la Madre gli diede il meglio… Me. L’uomo, di cui non ricordo nemmeno il nome, doveva presenziare ad uno spettacolo di teatro della prima compagnia di bandiera. Avrebbe partecipato perfino l’ Imperatore e il suo Consigliere… Quindi mi preparai per una serata ufficiale, un nuovo kimono, un trucco impeccabile ed un fermaglio a forma di stella tra i capelli raccolti.

Il pover’uomo, sebbene di famiglia nobile non era particolarmente ferrato sulla tragedia in atto, e io in veste di Geisha, dovevo illuminare le zone oscure della sua mente, di modo che potesse, una volta terminato lo spettacolo, esprimere un suo parere personale.

Hoshiko Nakamura era esattamente dalla parte opposta del mio accompagnatore… Sembrava rapito dagli attori, non aveva occhi per altro se non per loro. Quanto mi stupì al tempo quella sua concentrazione, un’attenzione tale che un uomo non riuscirà mai a capire… Era immobile seduto su quella sedia foderata di seta, quasi una statua avvolta dal più pregiato tessuto rosso cardinale. Ero così rapita dalla sua figura che quasi non sentì il mio accompagnatore chiedere: “Non capisco perchè Leyre non decida di vendicarsi”… Cortesemente ridestandomi mi avvicinai a lui e gli sussurrai: “Mio Signore, il giovane Leyre vorrebbe vendicarsi, come giusto che sia, tuttavia il suo cuore resta vincolato ad alti valori di Onore e Rispetto”… Per tutta risposta lui sbuffò, come se ritenesse un tale comportamento vigliacco.

L’istante successivo il mio sguardo si posò ancora un momento sulla figura di Hoshiko dono, e quasi sussultai dal notare che i suoi erano al momento fissi su di me, una strana luce negli occhi verdi e un lieve sorriso su una bocca ben disegnata. Mi fece un cenno di saluto, e come la tradizione vuole, aprì il ventaglio e lo portai davanti al volto, coprendolo parzialmente con un gesto lento e aggraziato della mano sinistra. Poi chinai appena il capo e riportai i miei occhi su di Lui.

Non so cosa successe, e al tempo non vi badai molto, ma nella mia mente si formò una sorta di messaggio: “Ti attendo alla luce della luna dolce bambola”… Poi si voltò accavallando le gambe e continuò a seguire lo spettocolo confabulando di tanto in tanto con l’ Imperatore.

Terminata la tragedia, il mio accompagnatore fu richiamato dai doveri che la sua carica imponeva, e iniziò una gradevole conversazione con uno Shogun di un’altra famiglia… Sorrisi piacevolmente nel sentire che i miei suggerimenti e le mie spiegazioni stavano dando i loro frutti. Poco prima di allontarmi gli sentì pronunciare…: ” il giovane Leyre vorrebbe vendicarsi, come giusto che sia, tuttavia il suo cuore resta vincolato ad alti valori di Onore e Rispetto”. Gli feci un cenno col capo e lo salutai, allontanandomi e uscendo nella notte.

Non appena voltai l’angolo del teatro, un volto mi apparve, Hoshiko dono, ma non me ne stupì, sapevo che lo avrei incontrato li… Mi sorrise, e io ricambiai, come un’adolescente davanti alla sua prima cotta.

“Buonasera Hoshiko dono, è un piacere incontrarla… Lo spettacolo è stato di Suo gradimento?” Per tutta risposta lui si avvicinò ulteriormente, poi rispose: “Se non ci fosse stato il tuo volto tra tanta gente anonima priva di interesse, sarebbe stato quasi accettabile, ma la tua presenza l’ha reso eccellente”.

La luce della luna illuminava il vicolo come se volesse immortalare quel momento. “La ringrazio” dissi “tuttavia la mia presenza non ha evitato che il povero Leyre morisse di crepacuore alla morte della sua giovane amata…” Lui alzò lievemente un sopracciglio, sopreso della mia risposta, poi sorrise…: “Ma il tuo sguardo riscalda i cuori più freddi e immoti piccola Reyko”.

Si avvicinò a me e mi sfiorò l’incavo del collo con un bacio, poi sentì una lieve pressione… Da li ricordo solo il suo volto davanti a me, che sorrideva e mi porgeva un fiore di Luna, lasciandolo tra i miei capelli. I suoi movimenti erano lenti e l’atmosfera si era riempita di una strana nebbia… Tutto sembrò quasi irreale. I ricordi non sono ben chiari nella mia mente, ma ora so perchè…

 Mi svegliai la mattina dopo, senza avere un solo ricordo su come fossi riuscita a raggiungere la Casa. Tuttavia una volta alzata, una sete che mai avevo provato mi attanagliò… I colori intornò a me erano più vividi, i dettagli più articolati, e nella mia mente durante gli esercizi mattutini c’era un solo pensiero…

… Rivedere Hoshiko Nakamura.

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